IL TECNICO ORTOPEDICO IN AREA TECNICA PER IL FUTURO PROFESSIONALE DELLA CATEGORIA

L’inquadramento del T.O. in area tecnica e non in una delle altre aree previste dal futuro assetto conseguente all’istituzione di Ordine ed Albo discende certamente dai contenuti espressi nel profilo e condivisi da tutta la categoria.

L’attività e lo spazio professionale di tutti i tecnici ortopedici si caratterizza prevalentemente nella realizzazione di dispositivi medici su misura, anche se di competenza si riconoscono attività svolte sul paziente, poichè vincolante è la presenza di una prescrizione di un medico qualificato competente per branca che avrebbe già dovuto effettuare tutti gli accertamenti diagnostici preliminari di utilità.

Anche l’attività di progettazione del dispositivo su misura, che qualifica profondamente l’attività del T.O.,  non costituisce una prestazione sul paziente ma ancora una volta una prestazione di tipo tecnico.

Lo spazio professionale del tecnico ortopedico è quasi esclusivamente costituito dalla realtà d’impresa e non da quella dello studio professionale; al più, sarebbe auspicabile poter annettere all’impresa produttiva/commerciale locali idonei per le prestazioni sul paziente, mentre non sarebbe possibile attribuire allo studio professionale od a un ambulatorio funzioni produttive e/o commerciali, come nel caso in cui il tecnico ortopedico fosse stato inserito in un’area diversa come quella riabilitativa.

Il quadro normativo comunitario e nazionale definito dalla direttiva 93/42 individua figure di fabbricanti di dispositivi medici su misura responsabili dell’immissione in commercio in servizio e in commercio e per poter assumere quel ruolo il tecnico ortopedico deve necessariamente legarsi all’impresa, a meno che non si pensi di lasciare tale spazio di mercato a terzi.

Non potrebbe certamente risultare fabbricante in quanto professionista, sia perché sarebbe privo di licenza di commercio,  sia perché la prassi,   in tutti i paesi dell’U.E,   ha escluso questa possibilità, relegando i professionisti sanitari al più, al ruolo di responsabili dell’immissione in servizio, ma impossibilitati ad assumere il ruolo di fabbricanti.

L’inserimento del tecnico ortopedico in area tecnica rappresenta pertanto il consolidamento del ruolo e dello spazio professionale della categoria, sulla quale costruire futuri assetti professionali, in chiave di sviluppo della professione ed in una prospettiva di moderna collocazione delle nostre prestazioni professionali che devono configurarsi per le conoscenze di tipo tecnico-professionale, appannaggio di questa sola figura professionale, rivendicando autonomia e difendendo tali contenuti da sovrapposizioni improprie derivanti dal posizionamento di altre professioni non di area tecnica.

Ci fossimo ritrovati nell’area della riabilitazione con un più marcato ruolo sul paziente, avremmo corso il rischio della  perdita dell’esclusività sulla realtà d’impresa, od il rischio di uno sdoppiamento della figura tra il tecnico che fabbrica e sta in area tecnica e quello che contribuisce all’equipe multiprofessionale per la redazione di piani di riabilitazione, e sta in area riabilitativa;  esito certamente non caldeggiato dai tecnici ortopedici.

Visto lo schema di regolamentazione di Ordini ed Albi, condiviso da tutte le professioni e dal Ministero, l’inserimento nell’Ordine delle professioni della riabilitazione comporterebbe la necessità di mediare con le altre figure pareri e prese di posizione,  insistendo tutte le professioni sul medesimo segmento di attività.

Restando in area tecnica,  ed essendo i T.O. gli unici presenti sul segmento di attività pertinente, le posizioni dei T.O. stessi diverrebbero le posizioni dell’Ordine delle professioni tecniche, potendo così contare sull’appoggio di questo,  che,  in riabilitazione,  sarebbe tutt’altro che scontato.

Qualche addetto ai lavori ha, in un recente passato, ventilato perdite di posizione sul mercato, se si fosse restati in area tecnica con il sospetto che chi si trova li non avrebbe più potuto fare prestazioni sugli utenti; posizioni probabilmente frutto di interessi personali, ma, certamente fantasiose ed inconsistenti, in quanto c’è un profilo che riconosce al T.O. la titolarità di quegli atti.

Bisogna inoltre ricordare che in area tecnica sono presenti altre figure professionali che si caratterizzano solo per prestazioni su un utente da gestirsi con adeguate competenze tecniche come il tecnico di neurofisiopatologia, l’igienista dentale e l’audiometrista e, tali operatori, non temono certo di poter perdere la titolarità degli atti professionali sull’utente perché collocati in area tecnica.

 Il Consiglio Direttivo Nazionale
ANTOI